Le tradizioni e la musica messicane, l'inno 'Dai Dai' di Shakira, accompagnata dalla star nigeriana Burna Boy, Andrea Bocelli e il messaggio che 'il calcio unisce tutto il mondo': il mitico stadio Azteca di Città del Messico ha ospitato la prima delle tre cerimonie inaugurali dei Mondiali 2026, con la direzione artistica di un altro italiano, Marco Balich. Tre come sono i Paesi organizzatori della prima Coppa del Mondo a 48 squadre: Messico, appunto, Canada (a Toronto) e Usa (a Los Angeles).
A pochi minuti dalla gara Messica-Sudafrica, all'Azteca (che ha ospitato anche le cerimonie inaugurali delle edizioni del 1970 e del 1986), prima di tutto spazio all'arte messicana con ballerini in costumi indigeni e donne in abiti tradizionali, tutto al ritmo dei percussionisti per celebrare "l'unità, la diversità e la cultura ancestrale". Al centro del campo la riproduzione in cartapesta di una grandissima Coppa del Mondo. Poi l'esibizione del gruppo messicano Maná, del cantante pop venezuelano Danny Ocean, del gruppo Los Ángeles Azules, della star colombiana del reggaeton J Balvin e della cantante ispano-messicana Belinda. Quindi i fuochi di artificio con il 'Dai Dai' applaudito dagli oltre 80 mila spettatori dell'Azteca.











