HomeCronacaLa teoria del dubbio da Garlasco a Rimini: il popolo degli innocentisti nel tribunale social. “Forza Louis, Forza Stasi”Omicidio di Pierina Paganelli, il parallelo tra le vicende di Louis Dassilva assolto dall’accusa di omicidio e l’inchiesta bis sul delitto di Chiara Poggi. Spopola la paura di errori giudiziari. Il professor Padovani: “La società è semibarbarica, non ha cultura giuridica”Louis Dassilva e Alberto StasiRicevi le notizie di Quotidiano Nazionale su GoogleSeguiciRimini, 11 giugno 2026 – Anatomia di una caduta. Come piomba a terra, come rimbalza nelle nostre vite, che rumore fa nei giorni del true crime e dell’epopea di Garlasco la sentenza di assoluzione di Rimini per Louis Dassilva? Cosa significa esserci riscoperti all’improvviso un popolo, oltre che di santi e navigatori, anche di innocentisti? E che differenza c’è, infine, fra il ragionevole dubbio e l’errore giudiziario?
L’Italia riscopre il dubbio. Da Garlasco alla Romagna
Per ipotizzare una risposta a queste domande bisogna pensare alla pancia e alla testa.
La pancia
La pancia: facciamo un giro veloce sui social network, spesso tra assenza di punteggiatura e alfabeti obliqui, prima cartina tornasole di un sentimento. Luca78: “Forza Louis, Forza Stasi”. Francesca: “Giustamente liberato anche sull’onda di Garlasco”. Rominaorso: “Speriamo che non fanno come Stasi”. Monica: “Era ora Garlasco insegna”. Nella ridda di commenti in cui ci si imbatte è proprio il collegamento con Garlasco a farla da protagonista. È un cambio di clima, è una contingenza: sono migliaia le ricondivisioni delle foto di Louis che esce dal carcere, non casualmente sempre di bianco vestito, il colore dell’innocenza e della purezza. Molte volte accostate anche all’immagine di Alberto Stasi. Quasi che la giustizia possa essere ridotta a un meme. Forse gli stessi commentatori e le stesse ‘fandom’ fino a poche ore prima avevano però seguito tutt’altre cronache, soprattutto televisive. E probabilmente gli stessi commentatori non tengono a mente che siamo solo al primo grado di giudizio. E che la Procura romagnola farà ricorso. E la storia potrebbe essere, insomma, solo all’inizio.












