di

Enea Conti

La sentenza che ha assolto il 36enne potrebbe riaprire vecchie piste o cercarne altre: il ruolo di Manuela e Loris Bianchi e il misterioso incidente del figlio della vittima, Giuliano Saponi

Sono passate poche ore dall’assoluzione di Louis Dassilva dall’accusa di aver assassinato Pierina Paganelli, la 78enne uccisa con 29 coltellate la sera del 3 ottobre 2023 a Rimini. Spenti i riflettori del tribunale del capoluogo romagnolo ci si chiede ora se il giallo di via del Ciclamino è destinato a riaprirsi e arricchirsi di nuovi capitoli. La Procura di Rimini, appena dieci ore dopo la lettura della sentenza, ha annunciato che depositerà un ricorso in Corte d'appello. Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro novanta giorni. Il 36enne è stato assolto ai sensi dell’ex articolo 530 comma 2 di procedura penale, in pratica la vecchia insufficienza di prove, per non aver commesso il fatto. La sentenza, il condizionale è d'obbligo, potrebbe riaprire vecchie piste o cercarne altre. Colpiscono ancora oggi le dinamiche del delitto: Pierina Paganelli fu uccisa il 3 ottobre del 2023 dopo essere rincasata nel sottoscala del suo condominio. Il killer, qualunque sia la sua identità, l’ha colta in un agguato teso vicino a una porta tagliafuoco che dalla zona dei garage conduce al vano ascensore. Si è mosso come un ombra, senza lasciare tracce di sangue o dna e neppure l’arma del delitto.