Ancora grande calcioOra è il momento delle prefiche previsionali, e del birignao moralistico-politico di tutti quelli che dicono che sarà il più brutto della storia. Ovviamente per motivi politici: è la World Cup di Trumpdi11 GIU 26Foto AnsaIl secondo Mondiale fortunatamente senza di noi, Qatar 2020, doveva essere il disastro sportivo nonché la condanna morale al girone infernale della merda di tutti noi occidentali, i partecipanti che non boicottarono e persino il pubblico pagante. Operai che morivano a grappoli trattati come schiavi, donne impacchettate col velo e trascinate in tribuna ma senza poter guardare quei bei manzi in mutande, maschi con biglietti da millemila dollari ma che non sapevano chi tifare perché di calcio non capiscono un cazzo. Sete per tutti e manco una birra. E poi lo spettacolo scarso: come vuoi che giochino a ottanta gradi all’ombra, ammesso che c’è l’ombra nel deserto? Bene, è stato uno dei Mondiali più combattuti e belli – visti da qui sul divano –, ci sono state le consacrazioni di campioni come Julián Álvarez o Bellingham, la Pulce Messi ha finalmente avuto la consacrazione di un Mondiale vinto, battendo in finale la Francia di Mbappé, che del resto era stato la rivelazione vincente di Russia 2018, altro strepitoso Mondiale, Putin a parte: la democrazia non serve allo sport.Ora è il momento delle prefiche previsionali, e del birignao moralistico-politico di tutti quelli che dicono che sarà il Mondiale più brutto della storia. Ovviamente per motivi politici: è il Mondiale di Trump. Non potendo criticare soltanto lui, alla fine si annoia persino Gramellini, a processo hanno messo anche Infantino, il boss della Fifa. Persino Platini è uscito dal bidone dei palloni sgonfiati e annuncia denunce contro di lui. Poi c’è l’arbitro somalo respinto alla frontiera (bel casino delle ambasciate somale, ha spiegato il prode Battistuzzi) e i controlli antidroga pure a Cannavaro. Di schiavi ammazzati non si ha notizia, ma arriveranno. E attendiamo i bibitari sugli spalti mitragliati dall’Ice che li scambia per iraniani. Ma, a parte che il torneo si gioca anche in Messico e in quel faro della democrazia che è il Canada, gli stadi sono bellissimi, l’organizzazione sarà a livello dello sport americano – no stadi ciofeche da Notti Magiche – e le squadre di gran livello. Sarà il mondiale di Yamal, di Haaland, ancora di Mbappé e di Messi e di quell’antipaticone di Vinicius.E potremo persino tifare èer don Carlo Ancelotti: sempre meglio di Baldini. Sarà un Mondiale fantastico, e se dovete fare per forza i malmostosi, girate su La7."Maurizio Crippa, vicedirettore, è nato a Milano un 27 febbraio di rondini e primavera. Era il 1961. E’ cresciuto a Monza, la sua Heimat, ma da più di vent’anni è un orgoglioso milanese metropolitano. Ha fatto il liceo classico e si è laureato in Storia del cinema, il suo primo amore. Poi ci sono gli amori di una vita: l’Inter, la montagna, Jannacci e Neil Young. Lavora nella redazione di Milano e si occupa un po’ di tutto: di politica, quando può di cultura, quando vuole di chiesa. E’ felice di avere due grandi Papi, Francesco e Benedetto. Non ha scritto libri (“perché scrivere brutti libri nuovi quando ci sono ancora tanti libri vecchi belli da leggere?”, gli ha insegnato Sandro Fusina). Insegue da tempo il sogno di saper usare i social media, ma poi grazie a Dio si ravvede.E' responsabile della pagina settimanale del Foglio GranMilano, scrive ogni giorno Contro Mastro Ciliegia sulla prima pagina. Ha una moglie, Emilia, e due figli, Giovanni e Francesco, che non sono più bambini"
Sarà un Mondiale fantastico, se volete fare i malmostosi girate su La7
Ora è il momento delle prefiche previsionali, e del birignao moralistico-politico di tutti quelli che dicono che sarà il più brutto della storia. Ovviamente per motivi politici: è la World Cup di Trump











