di
Silvia Morosi
Mamma lavoratrice, laureata in Ingegneria meccatronica, classe 1988, è impegnata sui social nel fornire consigli sul rientro al lavoro dopo la maternità, per costruire modelli più sostenibili con le diverse fasi della vita
«Dopo una pausa di tre mesi, non scontata, ma necessaria, sono rientrata al lavoro. Con ancora più voglia di rimettere ordine nella mia vita e aiutare le donne come me». Si racconta così Maria di Napoli, nata nel 1988 a Bagno a Ripoli (Firenze). Mamma lavoratrice, laureata in Ingegneria meccatronica, è impegnata sui social nella divulgazione scientifica con Generazione Stem e Mamme per la Pelle. Obiettivo? «Fornire - anche con un pizzico di ironia - consigli e riflessioni sul rientro al lavoro dopo la maternità e sulla necessità di costruire modelli più sostenibili e compatibili con le diverse fasi della vita. In Italia esistono ancora barriere che impediscono alle ragazze di avvicinarsi agli studi Stem o sentirsi pienamente rappresentate e valorizzate in questo ambito. Insieme possiamo creare una società diversa e plurale», spiega, sottolineando l'importanza di raccontare e interrogarsi sulla capacità che gli ambienti scientifici hanno di accogliere le donne. «Io stessa vivo questa realtà ogni giorno: sono un’ingegnera meccatronica, ho fatto un periodo di studio in Cina e ora lavoro da anni nell’automotive, ma sono anche madre di una bambina piccola. E negli ultimi anni ho iniziato a vedere con grande lucidità quanto spesso il mondo del lavoro sia ancora progettato considerando un modello di lavoratore che non esiste più, quell’impiegato che passa 8-10-12 ore in ufficio perché a casa ha qualcuno che gestisce tutto il resto. Così ho iniziato a raccontare online non solo la carriera Stem, ma anche la sostenibilità reale di quella carriera».








