VOLPAGO (TREVISO) - Sulla soglia dei cinquant'anni, quando molte donne cominciano già a sognare una, seppur lontana, pensione, lei ha deciso di ripartire. Lo ha fatto dopo aver aiutato a crescere quattro figli, ora ormai grandi, ed aver, in una lunga fase della propria vita, rinunciato al lavoro in nome della famiglia.
Protagonista di un'esperienza bella e incoraggiante sia sul fronte della parità di genere che della capacità e volontà di non rimanere fermi e non adagiarsi, a qualunque età e in alcun fronte, è Silvia Ferraro, assunta come saldatrice dalla ditta Riello di Volpago. Una strada che la donna ha imboccato nonostante la sua formazione fosse ben diversa, dato che da ragazza ha frequentato la scuola professionale-commerciale per diventare segretaria d'azienda.
«Col tempo ho capito però che quell'indirizzo non mi piaceva - inizia a raccontarsi Silvia -. Mi è invece sempre piaciuto costruire, creare con le mani. Per esempio, amo anche lavorare all'uncinetto o a maglia. Nella stessa ottica ho intrapreso il lavoro di saldatrice. E, come capita nelle aziende, in caso di malattie o altro sostituisco i colleghi anche in altre mansioni». Sì, perché Silvia, anche di fronte ad attività impegnative o pesanti non si tira assolutamente indietro. E non perché sia un'eroina, ma perché le piace darsi da fare e mettersi in gioco. E poi, in mezzo ai suoi colleghi sta proprio bene. «Adoro intraprendere delle sfide con me stessa, non mi interessa competere con gli altri - continua -. Mi sgrido da sola quando sbaglio o non raggiungo il risultato. Qui però posso migliorarmi ogni giorno e di imparare sempre cose nuove».







