Due bimbi, 35 anni e due anni di lavoro come insegnante a chiamata. “Costretta a tornare a studiare per sperare in una posizione migliore”: il racconto di Cristina.

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"Lavoro come insegnante a chiamata da due anni. Da dieci lavoro nelle scuole, ho iniziato con la privata. Ho due bimbi piccoli: se stanno male e resto a casa, il mio nome crolla negli elenchi Mad. Non abbiamo tutele, non veniamo valorizzate per i nostri titoli. Per alcuni, siamo completamente invisibili". Queste la parole di Cristina, giovane insegnante a chiamata nella Capitale, che lavora da due anni come Mad, negli elenchi di Messa a disposizione. "Mi sono iscritta agli elenchi Mad due anni fa, dopo dieci anni di lavoro nel privato, anche in nord Italia – spiega – Fortunatamente avevo già partorito anche il mio secondo bimbo. Perché in un lavoro come quello delle insegnanti a chiamata non ci sono tutele né garanzie, non c'è uno stipendio fisso né alcun genere di incentivo. Non posso neanche prendere un giorno di malattia per me o per i bambini quando serve: rischio di non essere richiamata".