A raccontare al sua storia a Fanpage.it è Francesca: “C’è carenza di personale, eppure si vogliono liberare di noi insegnanti a chiamata. L’unico consiglio che mi hanno dato? Dicono che devo studiare. Ma io ho bisogno di lavorare, non posso fare la studentessa”.
Francesca, insegnante a chiamata dal 2019.
Ti riconosci anche tu in una storia di discriminazione e ingiustizia al lavoro che vuoi raccontare? Puoi farlo inviando una segnalazione al link di Fanpage.it.
"Ho 48 anni, due figli e a ottobre sono 2 anni che lavoro come Mad. Ho sempre lavorato in un nido privato convenzionato col Comune di Roma e verso i miei 40 anni ho deciso di laurearmi in Scienze dell'Educazione e della Formazione che era quella abilitante per il nido". Questo è il racconto di Francesca a Fanpage.it, una Mad che ha deciso di rivelare la sua storia. "Tantissime colleghe che lavoravano per il Comune di Roma tramite Mad, mi hanno detto che c'era tantissima carenza di personale. Così ho deciso di intraprendere questa strada, di fare questo salto nel vuoto – aggiunge – Così ho lasciato un tempo indeterminato per dare la mia Messa a disposizione. Era il 2024″.
Ormai è più di due anni che Francesca svolge questo mestiere. "A questi di Mad si aggiungono i 10 precedenti di asilo. Mi sono formata per due anni, ho fatto esperienza. Ho avuto sotto la mia responsabilità i bambini, sono io che firmo per far mangiare la merenda ai bimbi allergici. E la cosa che più mi fa male è che la carenza di personale resta". La mobilitazione delle insegnanti a chiamata a Roma Quello delle insegnanti a chiamata è un mestiere e un rischio che unisce tante insegnanti a chiamata di Roma Capitale, da Daniela che ogni giorno si sveglia alle 4.30 per raggiungere la stazione Termini da Caserta a Chiara che invece arriva da Frosinone, da Barbara che lavora come insegnante a chiamata da sette anni a Valeria che si è trasferita a Roma da Napoli per continuare a lavorare. Sul caso i consiglieri del Movimento Cinque Stelle 2050 hanno firmato e presentato una mozione urgente con la prima firma di Linda Meleo. "Chiediamo di non far sparire queste persone, ma di mantenere questo elenco e metterlo a sistema. La nostra scuola, lo abbiamo visto negli ultimi giorni di mobilitazione, ha bisogno delle Mad", ha spiegato a Fanpage.it.






