Per lavorare come insegnante Martina vive dal lunedì al venerdì con sua sorella e la sua famiglia. Da settembre rischia di ritrovarsi senza lavoro: il racconto a Fanpage.it.

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"Ho sempre desiderato lavorare con i bambini, era il mio sogno nel cassetto. E finalmente ci sono riuscita. Mi sono laureata, ho lavorato per un anno in un asilo nido semiconvenzionato e poi in una scuola dell'infanzia privata – spiega Martina, poi l'iscrizione all'elenco Mad – Ho mandato la mia Messa a disposizione e hanno iniziato a chiamarmi dal Comune di Roma. Ho iniziato nel 2024: sono due anni e mezzo che lavoro come supplente in questo modo". Una scelta che, però, comporta dei grandi sacrifici per Martina. "Per avvicinarmi alle scuole in cui mi chiamano più di frequente, sono stata costretta a trasferirmi. Vivo in casa di mia sorella, con tutta la sua famiglia per tutta la settimana, weekend escludo. Una scelta che mi pesa anche perché, stando da lei, ho lasciato mia madre da sola a casa nostra dal lunedì al venerdì".

Martina e la vita dalla sorella: "Tanti sacrifici e poi rischio di restare senza lavoro" Sono tre anni che Martina si appoggia a casa della sorella durane la settimana. "L'ho fatto a malincuore, ma mi è servito per garantirmi la possibilità di rispondere a ogni chiamata e lavorare ogni giorno. Lei è sposata, ha un marito e tre figli. Ora si è accollata anche questa quarta figlia. Il sacrificio è anche il loro e io non posso che esserne grata". Martina ha una laurea triennale in Scienze dell'Educazione e della Formazione, riconosciuta per lavorare negli asili nido ma non per la scuola dell'Infanzia. "Eppure come insegnante a chiamata ho lavorato sempre nelle scuole dell'Infanzia. Nell'anno scolastico 2025-2026 che ormai sta terminando, non ho fatto una supplenza al nido – spiega – Io capisco le leggi e le regole, ma penso di aver raggiunto una professionalità forte in questo ambito, ho tanta esperienza. Mi sono trovata a lavorare con un numero di bambini molto più elevato di quello previsto e in classi con bimbi con certificazione completamente da sola. È difficile, ma non sempre si può contare su una collega o un insegnante di sostegno, un'EPA (Educatore Professionale/Assistente all'Autonomia, ndr) o un'OEPAC (Operatore Educativo per l'Autonomia e la Comunicazione, ndr) per tutto l'orario di servizio scolastico".