C’era una volta a Bari un cinese... reclamato dal suo governo. È la sintesi di un caso giudiziario aperto ma sembra il titolo di una commedia amara che unisce ironia e riflessione e suscita inquietudine per il fatto che la Cina, apparentemente così lontana, in realtà è molto più vicina, al punto che domani sarà presente fisicamente ad una udienza di estradizione innanzi ai giudici della Terza sezione della Corte d’Appello di Bari con un suo osservatore senza diritto di intervento, inviato espressamente per monitorare.
Ricostruiamo il caso. Sul capo dell’imprenditore cinese (ma con passaporto di un piccolo stato Caraibico) Zhao YongYong, 61 anni, di Taiyuan, capitale della provincia dello Shanxi, pendeva dall’ottobre del 2024 un ordine di ricerca e di cattura emesso da parte della Procura del Popolo della Contea di Qingxu, nella Cina settentrionale.
La Repubblica popolare cinese (Rpc) non ha un mandato di arresto internazionale globale in senso autonomo, ma può richiedere l'arresto e l'estradizione attraverso l'emissione di un avviso rosso (Red notice) tramite Interpol. Un'eventuale estradizione da paesi europei, come l'Italia, è però soggetta a rigide tutele giuridiche. Secondo l’apparato requirente e di supervisione (Procura) della Rpc il signor Zhao YongYong, sarebbe incorso nel reato di trasferimento dei diritti di utilizzo di un terreno, previsto dall’articolo 228 del Codice penale cinese che prevede la carcerazione e condanne fino a 7 anni di detenzione. Il trasferimento dei diritti di utilizzo di un terreno, sebbene previsto come reato in specifici ordinamenti stranieri, non esiste con queste modalità in Italia. Nel diritto cinese, i terreni appartengono allo Stato o alle collettività, e sono i «diritti di utilizzo» (che possono essere soggetti a concessioni onerose) a poter essere trasferiti. In Italia, un reato correlato alla violazione urbanistica può portare a sanzioni severe. Il cittadino straniero, stando all’accusa, sarebbe quindi perseguito dagli organi di giustizia del suo Paese (posto sotto la direzione ultima del Partito Comunista Cinese e alle dipendenze dell'Assemblea Nazionale del Popolo) per aver ceduto in subaffitto un fondo che gli era stato assegnato dal governo.






