HomePratoCronacaLa mossa "legale" dei cinesi per riavere le loro merci. Il caso rimbalza su WeChatGli avvocati Veltri e Giudice: "Vince la legalità". Il legale Di Rocco: "Abbiamo fatto capire ai cinesi che le regole ci sono e se rispettate il sistema funziona".Sarah Caudiero, sindacalista dei Sudd Cobas, qui ieri durante lo sgombero del presidio a Seano da parte della poliziaRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciLa cronaca ci aveva abituato a pestaggi e botte. Questa volta invece sono i cinesi a scegliere la via "legale" per provare a recuperare le merci bloccate nel deposito dell’Acca. Sono capi di abbigliamento di aziende che non hanno a che fare con l’impresa di logistica, ma che erano nel magazzino di Seano in attesa di essere spedite. I giorni scorsi la tensione era arrivata alle stelle, con 250 cinesi che si erano organizzati via WeChat per presentarsi al deposito e ritirare la loro merce bloccata. Il 24 giugno vi è stato l’arresto di tre cinesi per resistenza a pubblico ufficiale, un altro era stato ferito dopo essere stato accecato con lo spray al peperoncino. Poteva essere caos totale.
"Siamo riusciti a far capire alle ditte cinesi che dovevano fermarsi altrimenti sarebbero passati al torto", spiega l’avvocato Maria Di Rocco che difende una delle ditte che si è ritrovata la merce bloccata. Era a Seano, quel famoso 24 giugno. Presente anche Francesco Rotunno, vicepresidente di Ramunion: "Mi sono reso disponibile a spiegare la situazione agli orientali. Ho detto loro che la corretta via da seguire era quella legale", racconta. L’avvocato Di Rocco ha illustrato ad una della imprenditrici l’importanza di una denuncia querela. "Come tanti altri, voleva rientrare in possesso della merce che doveva essere spedita, ma le era impossibile per il comportamento dei sindacalisti Sudd Cobas e degli operai in sciopero. Il 25 ho esposto al procuratore della Repubblica Tescaroli la gravità della situazione ed il 26 ho depositato la denuncia querela. Giovedì ho tra l’altro depositato un’integrazione visto che il cliente della mia assistita aveva annullato l’ordine. Le perdite economiche sono state rilevanti. Si tratta di vestiti estivi, la tempestività nella consegna è fondamentale", spiega l’avvocato. E così ieri lo sgombero e il decreto di sequestro disposto dalla procura di Prato per riprendere la merce bloccata nel deposito. "Trovo importante un fatto, in tutto questo caos: siamo riusciti a far capire alla mentalità cinese che in Italia le leggi ci sono e se rispettate permettono al sistema di funzionare nel modo migliore possibile", continua Di Rocco, che rivolge un pensiero ai poliziotti "impegnati a gestire una situazione esplosiva, con i Sudd Cobas che si stanno opponendo al provvedimento della procura trascurando completamente che ci sono i deputati sistemi di tutela per i lavoratori previsti in caso di licenzialmento". Nel tardo pomeriggio di ieri il sequestro preventivo della merce (che dovrà poi essere ispezionata dalla polizia) non era stato del tutto completato.






