HomePratoCronacaOperazione anti-caporalato. Picchiata perché chiede salario. Operaia si ribella e denunciaLa cinese ha fatto scattare le indagini coordinate dalla procura. Scoperta fabbrica-dormitorio. Gli operai irregolari collaborano e per loro scatta la protezione per motivi di giustizia.La cinese ha fatto scattare le indagini coordinate dalla procura. Scoperta fabbrica-dormitorio. Gli operai irregolari collaborano e per loro scatta la protezione per motivi di giustizia.Ricevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciQualcosa si muove nel distretto parallelo. Il coraggio della disperazione ha dato voce a un’operaia sfruttata e picchiata solo perché chiedeva il salario che le spettava. Non solo botte, il titolare-padrone le ha tirato addosso anche un ventilatore. Alla fine la donna ha riportato la frattura di una costola, un ematoma al volto e un altro a una gamba, un trauma cranico, per 25 giorni di prognosi iniziale. Ma la voglia di giustizia ha vinto sul silenzio, sulla paura. E’ stata lei a denunciare e a far scattare l’indagine, coordinata dalla procura di Prato, che portato a scoprire l’ennesima confezione-dormitorio dove gli operai, tutti cinesi, lavoravano anche sedici ore al giorno, per sei o sette giorni alla settimana. Erano pagati a cottimo: da 0,40 centesimi a 2 euro a seconda del capo realizzato.