Arrestato a Prato un imprenditore cinese scoperto a far lavorare in una ditta di confezioni 16 operai tessili tenuti tutti senza contratto. Tra loro, 12 sono clandestini, immigrati senza permesso di soggiorno. Il gip, in base a indagini coordinate dalla procura, ha emesso un’ordinanza agli arresti domiciliari con applicazione di braccialetto elettronico. L’uomo è accusato di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, assunzione di manodopera cinese senza permesso di soggiorno.

L’indagine è partita da un’operaia cinese che fu picchiata e colpita da un ventilatore lanciatole dall’imputato. La donna subì la frattura di una costola, un ematoma al volto e un altro a una gamba, un trauma cranico, per 25 giorni di prognosi iniziale. Aveva protestato per il mancato pagamento del salario.

Anche tramite immagini risulta che in questa ditta lavoravano 15-16 ore al giorno per sei-sette giorni la settimana. Gli operai erano pagati a cottimo, in base al capo di abbigliamento lavorato: da 0,40 centesimi a 2 euro a singolo pezzo. Secondo quanto reso noto dalla procura, ci sarebbero stati anche dieci lavoratori assunti con un contratto formale ma nessuno di questi è poi risultato aver lavorato per la ditta nell’intero periodo di monitoraggio.