Gli spazi per far rientrare misure di agevolazione fiscale nel Piano casa sono strettissimi. Ha detto questo la prima scrematura degli emendamenti, operata ieri dalla commissione Ambiente della Camera. Il vaglio di ammissibilità sulle proposte presentate la scorsa settimana ha, infatti, tagliato le gambe a diverse modifiche destinate a introdurre detrazioni e bonus di varia natura, richiesti da più parti in fase di audizioni.

Complessivamente, gli emendamenti al decreto 66 (relatori: Dario Iaia (Fdi), Erica Mazzetti (Fi) ed Elisa Montemagni (Lega), dichiarati inammissibili, sono stati una cinquantina. Tolti quelli doppi, questo ha portato a 438 il conto delle proposte di modifica rimaste in pista, ma la commissione Ambiente - ha spiegato il presidente Mauro Rotelli (FdI) - intende procedere con i segnalati, che dovrebbero aggirarsi intorno ai 250-270, per ridurre ulteriormente il perimetro dei lavori.

Le incompatibilità

Analizzando cosa è saltato, sono stati cancellati alcuni emendamenti chiaramente incompatibili per materia, come una proposta che destinava risorse finanziarie per la realizzazione di interventi di riqualificazione urbana nel Comune di Forni di Sopra, in provincia di Udine, o come un’altra proposta dedicata a disciplinare un Piano straordinario per la tutela, il risanamento ambientale e la rigenerazione del centro storico di Cosenza. In tema di condoni, è stato cancellato l’emendamento che provava a chiarire, per legge, la piena equiparazione degli immobili sanati dal 1985 in poi a quelli realizzati attraverso un permesso regolare: attualmente, infatti, la giurisprudenza gli assegna una serie di limitazioni, ad esempio sul fronte dei premi di volumetria. Anche questo chiarimento non troverà spazio nel Piano casa.