Il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi, intervenendo al question time alla Camera, ha risposto alle polemiche suscitate dalla tragedia di Amendolara, ribadendo la necessità di coniugare la vigilanza sul lavoro con politiche migratorie rigorose

In merito al brutale episodio di sfruttamento e morte avvenuto nel Cosentino, il titolare del Viminale ha evidenziato nel corso del question time alla Camera come il fatto non sia direttamente imputabile alle criticità della legge Bossi-Fini. “Non posso non evidenziare subito che la critica mossa alla Legge Bossi-Fini, qualsiasi giudizio se ne voglia dare, non ha alcun rilievo rispetto ai tragici accadimenti di Amendolara – dice il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi -. Infatti, tutti i cittadini stranieri coinvolti erano in possesso di un titolo di soggiorno che consentiva loro di prestare comunque un’attività lavorativa regolare”.Secondo il ministro, l’episodio sottolinea invece una necessità di ordine superiore: “Il gravissimo delitto di Amendolara dimostra anche, una volta di più, l’importanza di un saldo controllo dell’immigrazione quale condizione preliminare e indispensabile per garantire che le esigenze del mercato del lavoro si realizzino nel rispetto, e non a scapito, della legalità, della sicurezza e dei diritti fondamentali dei lavoratori”.