Al question time alla Camera il ministro dell’Interno rivendica i numeri: 157 mila ispezioni nel 2025, 1.895 denunce e 346 arresti dal 2022. E a chi gli chiede di superare la Bossi-Fini: «Quella legge non c’entra»
La strage di Amendolara irrompe nel question time alla Camera e riaccende lo scontro politico sul tema del caporalato. Dopo la morte dei quattro braccianti agricoli – tre afghani e un pakistano – bruciati vivi in un minivan nel Cosentino, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, incalzato dalle opposizioni, difende la linea del governo: più ispezioni, più controlli, più vigilanza sul lavoro agricolo. «Fate finta di non vedere il problema», accusa dai banchi della minoranza Riccardo Magi di +Europa. «Dove sono gli ispettori?», si chiede Italia Viva.
La difesa del Viminale
Rispondendo a un’interrogazione del renziano Davide Faraone, il ministro annuncia «l’imminente avvio di un’attività di vigilanza straordinaria su tutto il territorio nazionale» contro lo sfruttamento del lavoro. E rivendica i numeri: «Dal 2022 ad oggi sono state effettuate 1.895 denunce e 346 arresti per il reato di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, ossia per condotte di caporalato». E ancora: nel 2025, spiega, sono state avviate «oltre 157 mila ispezioni», a fronte delle 100 mila del 2022.











