Filantropo, co-fondatore di Microsoft, genio, miliardario. Ma davanti alla commissione di sorveglianza della Camera americana Bill Gates era solo un uomo costretto a spiegare e giustificare i suoi rapporti con un criminale condannato: Jeffrey Epstein. "Non avrei mai dovuto incontrarlo", ha ammesso il magnate della tecnologia nella sua dichiarazione iniziale prima di essere torchiato dalle domande dei deputati in un'audizione a porte chiuse. Gates e il finanziere pedofilo si sono frequentati per almeno tre anni al solo scopo, secondo il miliardario, di ottenere fondi per la fondazione benefica che aveva creato con la moglie Melinda .
"Alla luce di ciò che so oggi, capisco che se anche se avesse procurato i donatori promessi alla Gates Foundation questo non avrebbe giustificato il fatto di essere associati a lui", ha sottolineato ribadendo di "non aver mai assistito a comportamenti criminali di Epstein, né avuto alcun indizio che fosse coinvolto in attività illecite". Il co-fondatore di Microsoft ha poi dichiarato di non aver mai molestato alcuna ragazza e di non essere mai stato sull'isola, il ranch o la villa in Florida del mostro.
Gates ha anche sostenuto di aver avuto paura di interrompere i rapporti poiché Epstein sapeva dei suoi affaire extraconiugali e minacciava di usarli contro di lui. "Ha usato queste informazioni per farmi pressioni affinché riprendessi i contatti con lui. Non ci è riuscito, ma ciò dimostra alcuni dei modi in cui ha cercato di sfruttarmi per portare avanti i suoi obiettivi".










