Le norme sulli'IA di competenza del Ministero dell'Università e della Ricerca sono contenute in tre articoli dello schema di decreto legislativo di adeguamento all'AI Act europeo e traducono in pratica - spiega il ministero - la visione di un'intelligenza artificiale governata dall'uomo e orientata al bene comune.
Le disposizioni affidano al sistema dell'università, della ricerca e dell'alta formazione un ruolo centrale nello sviluppo dell'sistema italiano dell'intelligenza artificiale e pongono le basi per uno sviluppo dell'innovazione tecnologica che mantenga la supervisione umana e risponda agli interessi delle persone.
In particolare, le norme di competenza del Mur si muovono lungo due direttrici: da un lato il rafforzamento delle competenze e della formazione sull'intelligenza artificiale, dall'altro la valorizzazione della ricerca, del trasferimento tecnologico e della sperimentazione per favorire lo sviluppo e l'utilizzo responsabile delle nuove tecnologie.
Il primo articolo individua il sistema dell'istruzione superiore e della ricerca come punto di riferimento per la diffusione delle competenze sull'intelligenza artificiale. Università, enti pubblici di ricerca e istituzioni AFAM potranno mettere a disposizione professori, ricercatori e tecnologi per attività di alfabetizzazione, formazione e divulgazione rivolte a cittadini, imprese, pubbliche amministrazioni.













