Serviva intervenire, e forse si poteva anche pensare di farlo prima, per provare a dare una regola a quella che da un po’ di mesi è diventata una nuova versione di «guardie e ladri», giocata tra docenti e studenti. Dove i ruoli a volte si invertono, e né le supposte guardie (i docenti), né gli improbabili ladri (gli studenti) erano e sono felici di doversi nascondere nel fare quello che almeno un miliardo di persone fa ogni settimana: utilizzare l’intelligenza artificiale.