Il 17 giugno riparte l'evento, trasformatosi da manifestazione per appassionati di motori a veicolo per promuovere il made in Italy. E che oggi vale 40 milioni di euroRievocare non stanca. Come nel caso della 1000 Miglia, «la corsa più bella del mondo», citazione ampiamente abusata di Enzo Ferrari. Quella che attraverserà l’Italia dal 17 al 21 giugno, ribattezzata “Freccia Rossa”, altro non è (come avviene dal 1977) che una rievocazione storica dell’indimenticabile competizione che dal 1927 al 1957 ha infiammato e segnato il mondo dell’automobilismo mondiale.Una corsa che si identifica con Brescia, luogo di partenza e arrivo fin dalla prima edizione ma anche con Roma, due città che legano idealmente il Nord e il Centro Italia, la partenza e il giro di boa. «Oggi questo evento non è più soltanto automobilistico ma va ben oltre – ci dice Beatrice Saottini, presidente di 1000 Miglia – è diventato una grande piattaforma per comunicare i valori del made in Italy, un marchio che li valorizza e li porta in giro per l’Italia e nel mondo, dalla Francia agli Emirati fino agli Stati Uniti e alla Cina, dove si svolgono edizioni speciali della gara».L’arrivo a Roma (previsto il 18 giugno) è uno dei momenti più attesi «perché qui si incarna la bellezza italiana – aggiunge Saottini – tra storia, arte e passione popolare. La città ci accoglie come solo una capitale sa fare, trasformando ogni metro del percorso in uno scenario da sogno». E poi, naturalmente, ci sono altri luoghi storici e paesaggi incantevoli che fanno parte del percorso, tra cui Desenzano, Sirmione, Verona, Ferrara, Prato, Siena, Orvieto, Arezzo, Sansepolcro, San Marino, fino alla costa toscana. Insomma, una competizione che ha sempre rappresentato in modo unico quello spirito audace, innovativo e pionieristico dell’automobilismo di quegli anni e che oggi continua a diffondere e proteggere l’importanza dell’heritage e dell’eccellenza italiana a livello internazionale. Un tributo all'Italia, alla sua storia e alla sua capacità di coniugare passato e futuro in un perfetto equilibrio di innovazione e tradizione.«Una competizione che unisce – dice Aldo Bonomi, presidente dell’Automobile Club di Brescia – un marchio potente dal valore economico di circa 40 milioni di euro che oggi sostiene numerosi progetti in ambito sociale, culturale e artistico e per questo abbiamo appena dato vita alla Fondazione 1000 Miglia con l’obiettivo di ancorare il marchio al territorio. Brescia è naturalmente il cuore di questa manifestazione, il luogo dove è nata, ma c’è anche tutta la forza dell’Emilia Romagna dove l’automobile è veramente parte del sistema».Una storia affascinante, quella della “corsa più bella del mondo”, ricca di aneddoti, veri o finti ma che non finiscono mai di impressionare. Come i folli e spericolati duelli ad alta velocità lungo strade spesso dissestate, strette e piene di insidie fino all’incredibile record di Stirling Moss che nel 1955 a bordo della Mercedes 300 Srl numero 722 percorse i 1.592 km della gara alla mostruosa media di 157,650 km/h.Accadeva due anni prima dell’ultima e drammatica edizione della Mille Miglia, vinta da Piero Taruffi. Durante quella gara del 1957 persero la vita a Guidizzolo, in provincia di Mantova, Alfonso de Portago, il suo codriver Edmund Nelson e nove spettatori (tra cui cinque bambini). Nei tre anni seguenti la corsa venne trasformata in una gara mista di regolarità e velocità perdendo però tutto o quasi il suo fascino. La grande epopea della “corsa più bella del mondo” sembrava conclusa.Ci volle molto tempo per farla rinascere, anche se in ben altra forma. Nel 1977, un gruppo di appassionati, tra i quali l’industriale Beppe Lucchini, rimette in piedi la competizione con la formula della regolarità per auto storiche. Tornata inizialmente con cadenza biennale nel 1984 e nel 1986, dal 1987 la rievocazione della storica Corsa viene disputata ogni maggio. Alle prime edizioni, fino alla metà degli anni Ottanta, aderiscono circa 300 vetture in crescita anno dopo anno, grazie anche alla partecipazione di personaggi dello spettacolo ed ex piloti alla guida di vetture ufficiali delle case automobilistiche, uscite dai musei.I numeri degli ultimi anni fotografano un evento di enorme successo. Come certifica l’edizione 2025, la numero 43 del nuovo corso, che si arricchisce della collaborazione della Marina Militare Italiana: 1.900 chilometri di lunghezza, 5 tappe (da martedì 17 a sabato 21 giugno), oltre 400 equipaggi provenienti da 29 nazioni. Mentre, 127 saranno le auto anteguerra in gara e 78 quelle che corsero la Mille Miglia tra il 1927 e il 1957. L’elenco mette assieme un vero e proprio museo a cielo aperto. A cominciare dalle Alfa Romeo, le più numerose con 18 esemplari, poi Bugatti (10), Bentley (8) e Ferrari (7). Da non perdere un pezzo unico come la Biondetti Ferrari-Jaguar Special. Meritano uno sguardo speciale una Aston Martin DB3 e due affascinanti Porsche 550 Spyder RS.Fra i partecipanti più noti ci sarà anche la leggenda dell’automobilismo, Jacky Ickx, che sarà sulla rampa di partenza a Brescia insieme al copresidente di Chopard, Karl-Friedrich Scheufele, a bordo di una Mercedes 300sl Gullwing del 1955. Tra gli altri anche Joe Bastianich e Carlo Cracco, che per l’occasione si sfideranno lontani dai fornelli: l’uno al volante di una Porsche 356 1000 Speedster del 1954, l’altro nelle vesti di navigatore su una Bugatti T40 del 1927. Prove generali dell’edizione che tutti aspettano, quella del centenario nel 2027, a cui gli organizzatori stanno già lavorando. «In quell’occasione vorremmo davvero riunire l’Italia – conclude Bonomi – dovrà essere una corsa che attraverso l’entusiasmo di tutti gli equipaggi, città dopo città, rappresenti finalmente un’Italia unita. E per valorizzare il made in Italy cosa c’è di meglio di una 1000 Miglia?».
Un tesoro lungo mille miglia: «La corsa più bella del mondo»
Il 17 giugno riparte l'evento, trasformatosi da manifestazione per appassionati di motori a veicolo per promuovere il made in Italy. E che oggi vale 40 milioni











