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I bambini della famiglia nel bosco sono “immaturi e poco educati”, ma è opportuno che “ritornino dai genitori”. È quanto si legge nella relazione di circa cinquanta pagine firmata dalla psichiatra Simona Ceccoli, nominata dal Tribunale per i Minorenni dell’Aquila nell’ambito del procedimento che coinvolge la coppia anglo-australiana formata da Catherine Birmingham e Nathan Trevallon. Nella consulenza l’esperta evidenzia come lo stile educativo dei genitori abbia inciso su "salute, istruzione e socializzazione" dei bambini, con ripercussioni sul loro sviluppo "psico-emotivo e cognitivo". Secondo Ceccoli, infatti, i tre fratellini presenterebbero "carenze nell'attenzione, nelle funzioni esecutive, nelle abilità visuo-spaziali e prassiche e nell'apprendimento", fino a un "quadro importante di immaturità neuropsicologica", caratterizzato da rigidità del pensiero e ridotta capacità di contatto con la realtà. Tali difficoltà non sarebbero riconducibili a eventi recenti, bensì a una prolungata carenza di stimoli adeguati sul piano relazionale, sociale e scolastico. Particolarmente critica anche la valutazione sulla comunicazione materna, nella quale l’esperta rileva "tratti confusionali" e modalità espressive capaci di produrre nell'interlocutore "una condizione di confusione interiore". Un elemento che, secondo la ctu, potrebbe aver inciso sulle difficoltà cognitive ed emotive dei figli.











