Una condizione di isolamento sociale dei minori, con limitate possibilità di integrazione e relazione con l'esterno, e competenze genitoriali giudicate non adeguate rispetto ai bisogni evolutivi dei bambini: è quanto emerge dalla relazione depositata dalla psichiatra Simona Ceccoli, perita nominata dal tribunale per i minorenni dell'Aquila nell'ambito della consulenza tecnica d'ufficio (Ctu) sulla capacità genitoriale dei coniugi della 'famiglia nel bosco'.

Si tratta di una bozza: le parti avranno 30 giorni per presentare osservazioni, mentre la relazione definitiva è attesa entro un mese.

Nel documento viene descritto un contesto caratterizzato da una forte chiusura dei minori rispetto all'ambiente esterno, con una significativa riduzione delle occasioni di socializzazione e confronto, elemento ritenuto centrale nella valutazione del percorso di crescita.

La mamma Catherine viene indicata come una figura rigida, con tendenza allo schematismo e un marcato bisogno di controllo, oltre a una difficoltà a rivedere le proprie convinzioni anche quando risultano penalizzanti per i figli. Il padre Nathan, descritto come dipendente nelle decisioni legate alla cura dei figli rispetto alla madre, condivide un'impostazione familiare orientata all'isolamento, legata al rifiuto del confronto con l'esterno e con persone ritenute portatrici di idee considerate pericolose.