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28 APRILE 2026

Ultimo aggiornamento: 14:12

La vicenda della cosiddetta famiglia nel bosco di Palmoli (Chieti) entra in una fase decisiva e al tempo stesso sempre più controversa, dopo le indiscrezione sulla perizia psichiatrica redatta dalla consulente tecnica d’ufficio nominata dal Tribunale per i minorenni dell’Aquila, la psichiatra Simona Ceccoli. Un documento corposo – 196 pagine di cui riporta notizia Il Messaggero – che, secondo quanto emerso, giunge a una conclusione netta: la coppia al centro del caso, “almeno al momento” non sarebbero in grado di esercitare adeguatamente il ruolo genitoriale. Si tratta di una valutazione tecnica destinata ad avere un peso rilevante nel procedimento avviato dopo la sospensione della responsabilità genitoriale, disposta lo scorso novembre. Tuttavia, più che chiudere il quadro, la perizia sembra aver aperto una nuova fase di scontro tra consulenti, difese e letture opposte della stessa realtà familiare.

Dalla bozza emergerebbe un quadro critico sotto il profilo psicologico e relazionale. I test somministrati ai minori e ai genitori restituirebbero, secondo la consulente, una rappresentazione familiare “instabile, incoerente, con età non congrue”. Un elemento particolarmente significativo riguarda proprio la percezione dei bambini: nei loro elaborati, madre e padre verrebbero rappresentati come figure di circa dieci anni, indice – secondo l’interpretazione peritale – di una genitorialità percepita come immatura e poco strutturata. Anche altri indicatori simbolici sarebbero stati letti in chiave problematica: nel disegno della “famiglia immaginaria”, ad esempio, comparirebbero esclusivamente animali e non figure umane, elemento che la perizia collegherebbe a una possibile sofferenza emotiva dei minori. Nel complesso, la valutazione descriverebbe quindi due figure genitoriali non adeguatamente strutturate sul piano psichico, incapaci – almeno nella fase attuale – di garantire un contesto stabile e funzionale alla crescita dei figli.