Gli esperti nominati dal giudice: molte lacune sanitarie, educative e relazionali. Però "no" all'affido dei piccoli
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La perizia psichiatrica conclusiva sulla famiglia del bosco del Tribunale dei minori dell'Aquila, che sarà determinante per indirizzare l'imminente decisione dei giudici sul ritorno a casa dei tre fratellini allontanati dai genitori, è stata depositata ieri mattina. E benché la psichiatra Simona Ceccoli - incaricata dal Tribunale di valutare il profilo dei genitori, la qualità delle loro competenze genitoriali e l'eventuale recuperabilità delle criticità riscontrate, insieme alla condizione psico-affettiva e cognitiva dei figli - non faccia sconti alla coppia anglo-australiana e sottolinei come il loro stile di vita abbia determinato danni ai bambini, in particolare delle immaturità neuropsicologiche, oltre che delle lacune linguistiche, nelle conclusioni spiega che la relazione non intende "in alcun modo sostenere l'opportunità di una permanenza dei minori in istituto, né esprimere una valutazione contraria al loro rientro nel contesto familiare". Al contrario - scrive la psichiatra - si auspica "che possano realizzarsi quanto prima le condizioni necessarie per un rientro a casa dei bambini compatibile con il loro benessere".








