Anthropic ha reso disponibile Claude Fable 5, il primo modello della famiglia Mythos accessibile al pubblico. Non è però Mythos nella sua forma più libera, ma una versione “protetta” del sistema che nei mesi scorsi era stato riservato a una cerchia ristretta di clienti, aziende e organizzazioni considerate affidabili per le sue capacità in ambiti sensibili come cybersecurity, biologia e chimica. Fable 5 e Mythos 5 condividono la stessa architettura di base, ma non lo stesso livello di accesso. Fable 5 è il modello destinato all’uso pubblico, con sistemi di sicurezza che intervengono quando una richiesta entra in aree considerate rischiose. Mythos 5, invece, resta disponibile solo per partner approvati, in particolare attraverso programmi fiduciari rivolti a difensori informatici, aziende strategiche e fornitori di infrastrutture critiche. Per l’azienda di Dario e Daniela Amodei, Fable 5 è il modello Claude più potente mai distribuito finora su larga scala. È pensato per compiti lunghi e complessi, dalla programmazione all’analisi documentale, dal ragionamento scientifico all’interpretazione visiva, fino al lavoro autonomo su progetti articolati. Sono attività che richiedono continuità, pianificazione e capacità di correggersi lungo il percorso, ed è proprio questa capacità di lavorare a lungo, usare strumenti e arrivare a risultati reali a rendere la famiglia Mythos così delicata. Nelle versioni prive dei limiti di sicurezza, il modello è particolarmente efficace nell’individuare vulnerabilità software, analizzare grandi basi di codice e accelerare attività di sicurezza informatica: se finisse nelle mani sbagliate, potrebbe trasformarsi in uno strumento micidiale per attacchi complessi.
Intelligenza artificiale, Anthropic lancia Mythos, ma col freno: la versione protetta è Fable 5
Proprio mentre chiede al mondo di prepararsi a rallentare l’AI, l’azienda lancia un modello che promette prestazioni mai raggiunte prima. Ma impone limiti espl…










