Per mesi il nome Mythos ha circolato come una leggenda urbana dell’intelligenza artificiale. Un modello così potente da attirare l’attenzione dei governi, dei regolatori e delle agenzie di sicurezza. Un sistema custodito dietro accessi limitati, programmi pilota e protocolli di controllo. Nelle stesse settimane in cui Bruxelles affinava le regole dell’AI Act e le capitali occidentali iniziavano a trattare l’intelligenza artificiale come una tecnologia strategica, Anthropic lavorava dietro le quinte.

Ora il laboratorio fondato dagli ex ricercatori di OpenAI ha deciso di aprire uno spiraglio. Si chiama Claude Fable 5 ed è il primo modello della famiglia Mythos reso disponibile al pubblico. Può essere immaginato come un cervello più potente con limitatore di velocità. Quando la conversazione entra in aree ad alto rischio, il sistema passa però il controllo a un modello meno potente ma più sicuro. Il nuovo modello di Ai potrebbe ridisegnare il rapporto tra innovazione, sicurezza e cybersicurezza.

Un Mythos per tutti, ma con il freno tirato

Anthropic definisce Fable 5 un modello “Mythos-class”. Tradotto: appartiene alla categoria più avanzata mai sviluppata dall’azienda. Secondo i test interni e le valutazioni dei primi clienti, il modello supera tutte le precedenti generazioni Claude in programmazione, analisi complesse, gestione di grandi quantità di informazioni e capacità visive. Più un compito è lungo e articolato, più il vantaggio cresce.