di
Marco Cremonesi
L’ipotesi del nuovo statuto con il riferimento al Nord, la bozza di Calderoli e il braccio di ferro tra i due big del partito
Le «due leghe»? «Leggo tante fantasie». Matteo Salvini rassicura con queste tre parole, “inoltratissime” via WhatsApp nel giro di pochi minuti, i suoi sostenitori nel partito. Per i suoi, un respiro di sollievo. Dopodiché tutti giurano come un sol uomo: «Oggi non succederà niente». Qualcuno si spinge a dire che «Zaia accetterà la vicesegreteria della Lega».
Urge riepilogo: il Consiglio leghista di oggi non è uno dei tanti. Avrebbe potuto essere quello in cui si parla del cambiamento di pelle della Lega richiesto da Luca Zaia, sul modello del «doppio partito» tedesco Cdu-Csu. Con una modifica allo statuto da approvarsi con un congresso non elettivo. Insomma: il braccio di ferro tra Salvini e Zaia, possibile vicesegretario di una Lega «nordista».












