MESTRE - Gli ex inquilini della Nave di Altobello, gli attuali residenti di via Fornace e i cittadini del quartiere hanno inviato un esposto alla Corte dei Conti e alla Procura chiedendo si trovi una soluzione, al più presto, alla piaga che è diventato l'edificio. «Da quando l'Ater di Venezia ha iniziato a spostare i residenti del complesso in altre unità abitative la situazione è degenerata drasticamente», si legge nell'esposto». «Durante il giorno e soprattutto la sera ci barrichiamo in casa e la notte non chiudiamo occhio spiegano i residenti di via Fornace . C'è un via vai costante di personaggi loschi e molti già noti alle forze dell'ordine: durante la notte si azzuffano, litigano, spaccano cose, urlano, sembra si ammazzino. Siamo terrorizzati, non ce la facciamo più».
L'AUMENTO DEI FURTI Nell'esposto, inoltre, i firmatari spiegano che, da quando la Nave è in balia di sbandati e abusivi, sono fortemente aumentati i furti in tutta la zona. «Certamente non si può incolpare nessuno per questi reati, dato che rimangono ad oggi opera di ignoti spiega il gruppo . Ma i finestrini rotti al alcune auto posteggiate in via Fornace, i vari furti subito dall'asilo in via Costa e dalla Croce Rossa di via Milano e le biciclette continuamente rubate ai residenti della zona da quando gli ex inquilini hanno lasciato lo stabile, non possono essere una semplice coincidenza. Particolare, soprattutto, è il fatto che questi soggetti che hanno occupato gli alloggi della Nave si vedano sempre circolare con biciclette diverse. Come non bastasse, uno di noi residenti è in possesso di un video, ripreso dalle sue videocamere di sorveglianza, in cui si vede chiaramente il momento in cui gli viene rubata la bici e da chi. Una persona già nota alle forze dell'ordine che bazzica attorno alla Nave». IL MAGAZZINO Qualche settimana fa, inoltre, anche un ufficio di via Fornace è stato ripulito di tutti i computer che aveva nella propria sede. Computer che, al terzo piano della Nave, si trovano in abbondanza, sia integri che smontati a pezzi. «Adiacente ad uno dei due appartamenti occupati da famiglie che prima vivevano abusivamente in un'altra struttura di via Corridoni si legge nell'esposto , uno dei ripostigli è stato aperto e viene usato ora come deposito per le refurtive». Il magazzino citato dai residenti, in effetti, è lo stesso in cui ieri erano presenti diversi monitor e torri informatiche. «Non possiamo negare che l'Ater abbia tentato di mettere in atto delle azioni, quali murare gli accessi alle unità abitative vuote sottolineano i residenti di via Fornace . Concretamente però, per chi vive nel nostro quartiere non possono essere altro che soluzioni superflue, in quanto le aree comuni del condominio ormai fatiscente sono di pubblico passaggio e rappresentano per noi un pericolo». GLI INTERVENTI «L'unica soluzione reale e concreta è la demolizione della Nave conclude l'esposto . O, forse, dovremmo attendere che lo stabile diventi come la sede dell'ex Telecom di via Carducci, dunque che al suo interno vi si consumi un reato di ben più grave entità rispetto a qualche furto, affinché vengano adottate soluzioni urgenti ed efficaci». Il riferimento riporta a quando, un paio d'anni fa, una donna era stata sequestrata all'interno dello stabile dell'ex Telecom e violentata. Soltanto cinque giorni dopo la donna era riuscita a farsi notare da alcuni passanti della zona e a chiedere aiuto, scappando dall'inferno in cui era stata rinchiusa. «Tenuto conto di quanto stiamo subendo in termini di tranquillità di vita e di svalutazione del prezzo delle nostre abitazioni conclude il gruppo dei firmatari , ci riserviamo qualsiasi azione nel caso in cui, malauguratamente, dovremmo attendere una tragedia affinché venga fatta chiarezza sul destino e sulle tempistiche della Nave di Altobello».








