MESTRE - A distanza di solo un giorno dal maxi blitz delle forze dell'ordine per sgomberare definitivamente gli alloggi della Nave di Altobello, ieri mattina si è verificato un'ultima irruzione da parte di ignoti abusivi. Il tentativo è andato a vuoto e gli occupanti che per entrare avevano anche distrutto parte della recinzione che protegge l'entrata sono stati bloccati dalla polizia subito dopo il fatto.

Avevano appena messo piede all'interno di uno degli ultimi alloggi sfitti quando sono stati fatti uscire di peso dagli uomini della questura, che poi li hanno allontanati dalla via. Le ultime operazioni per svuotare completamente lo stabile diventato ormai luogo di degrado e covo di abusivismo sono in programma per i prossimi giorni, quando Ater lavorerà fianco a fianco con le forze dell'ordine per far uscire sia le famiglie regolari, sia per cercare di liberare gli ultimi alloggi occupati. IL SINDACO «Bisognerebbe procedere con l'abbattimento della struttura» spiega il neo sindaco, Simone Venturini, commentando la situazione del comlesso immobiliare di via dello Squero «Stiamo parlando di un complesso di edilizia popolare nato decenni fa e che segue logiche urbanistiche oggi non sarebbero più replicabili, con una gestione che nel corso del tempo è diventata sempre più complicata. Si tratta di una scelta architettonica che comprende un maxi spazio comune. Una struttura che genera un "micro mondo", con dinamiche tutte sue. Un luogo segnato dal degrado e che, di conseguenza, ricade inevitabilmente in ambito di ordine pubblico e sicurezza. Una situazione simile Mestre l'aveva vissuta con l'edificio del Circus, con tutte le vicende drammatiche che ne erano la diretta conseguenza» prosegue Venturini. «Con la liberazione degli alloggi messa in atto da Ater, si prosegue verso una nuova fase di questa vicenda. La nostra proposta è quella di abbattere la Nave e rigenerare l'area. Ne discuteremo con Ater, ciò che appare chiaro è che non ci sono motivazioni per ricostruire un altro edificio con centinaia di alloggi che poi si trasforma in un nuovo ghetto. Ci muoviamo per garantire aiuto a chi ne ha bisogno ma sosteniamo anche la necessità di un'immediata riqualificazione dell'area. La rigenerazione di grandi complessi pubblici segnati da anni di degrado può diventare un metodo replicabile anche in altri contesti, a partire da quello di via del Bosco a Marghera». LA POSIZIONE DI ATER Mancano ancora alcuni passaggi prima che l'edificio possa dirsi completamente vuoto. All'interno della struttura ci sono ancora due famiglie regolarmente contrattualizzate. Per loro Ater sta cercando una soluzione, attesa per i prossimi giorni. Le stesse tempistiche sono previste anche per la liberazione degli ultimi alloggi occupati. Nel frattempo i tecnici stanno man mano murando tutte le porte degli alloggi sgomberati. «Stiamo lavorando per trovare una soluzione» ha detto Marco Mestriner, presidente di Ater. «Il destino della struttura lo decideremo insieme al Comune, c'è piena disponibilità al dialogo. Se si procederà con l'abbattimento degli alloggi in questione, Ater dovrà per legge ricostruire altrove lo stesso numero di case. Se si vuole percorrere la strada dell'abbattimento noi siamo disponibili per discuterne ad un tavolo con il sindaco e la Regione del Veneto».