MESTRE - Decine di uomini in tenuta antisommossa, tra polizia, carabinieri e reparti speciali, si sono presentati alle prime luci dell’alba di ieri davanti agli ingressi della Nave di Altobello, pronti a sgomberarla. Un’intera ala del grande condominio di via dello Squero è stata passata al setaccio; gli appartamenti liberati e poi blindati uno ad uno, ripristinando le murature sfondate e le reti metalliche staccate dagli infissi e piegate dagli sbandati per crearsi una via d’accesso agli alloggi.
IL BLITZ Il maxi-blitz, coordinato dal Commissariato di Mestre, ha visto impegnati uno a fianco all’altro gli agenti della Questura di Venezia, i militari dell’Arma dei carabinieri, i rinforzi del Reparto Mobile di Padova e un’unità cinofila antidroga. Un intervento già pianificato nei dettagli e deciso appena tre giorni prima durante il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, che aveva riunito attorno allo stesso tavolo Prefettura, forze dell’ordine, Comune e Ater. L’obiettivo dell’intervento era duplice: da un lato eseguire gli sfratti coatti delle famiglie che occupavano abusivamente alcuni alloggi, dall’altro verificare le condizioni dell’intero stabile e la presenza di persone che utilizzano gli spazi comuni come rifugio occasionale. Al termine delle operazioni sono state allontanate due famiglie abusive, una delle quali risultava aver già occupato in passato un alloggio di via Corridoni. Complessivamente sono stati sgomberati e messi in sicurezza otto appartamenti. NELLA NAVE Lo stabile, svuotato progressivamente dall’Ater circa due anni fa attraverso il trasferimento degli ultimi residenti in altre abitazioni, era però ormai precipitato in una situazione fuori controllo. Un degrado che negli ultimi mesi aveva raggiunto livelli tali da trasformare la Nave in una sorta di dormitorio abusivo a cielo coperto. Per entrare negli appartamenti occupati, alcuni abusivi avevano infranto i vetri delle finestre e utilizzavano i davanzali come accessi improvvisati. Altri erano riusciti a creare piccoli varchi nelle protezioni metalliche installate dall’Ater. Nei corridoi, nei vani scale, nelle soffitte e nei sotterranei si erano invece moltiplicati i giacigli di fortuna: materassi marci, cartoni, coperte sporche e stracci sistemati tra rifiuti, escrementi, siringhe abbandonate e mozziconi di sigarette. Ai piani più alti la situazione era, se possibile, ancora più critica. I lucchetti che impedivano l’accesso al sottotetto erano stati divelti; i contatori elettrici aperti e i cavi tagliati e ricollegati . Sulle porte di alcuni sgabuzzini erano state scritte minacce e insulti, a testimonianza delle tensioni tra gruppi rivali che si contendevano gli stessi spazi. Al piano terra, invece, uno dei garage era stato trasformato in una vera e propria officina abusiva, smantellata ieri da agenti e militari. L’ESPOSTO Un quadro che da tempo aveva esasperato i residenti della zona, spingendoli a rivolgersi direttamente alla Procura della Repubblica e alla Corte dei Conti. Nell’esposto presentato nelle scorse settimane, cittadini ed ex inquilini avevano denunciato una situazione divenuta per loro ormai insostenibile. «Durante il giorno e soprattutto la sera ci barrichiamo in casa – hanno dichiarato i residenti di via Fornace –. La notte non chiudiamo occhio. C’è un continuo via vai di persone, spesso già note alle forze dell’ordine. Litigano, urlano, si azzuffano e spaccano cose. Siamo terrorizzati». Nel documento, inoltre, veniva denunciato un forte aumento dei reati nel quartiere: episodi di auto spaccate nella notte, furti di biciclette e di materiale prelevato dall’asilo di via Costa e dalla sede della Croce Rossa di via Milano. Sempre nell’esposto poi, si segnalava anche la presenza, al terzo piano della Nave, di uno sgabuzzino usato come “magazzino per la refurtiva”. Vano in cui sono stati trovati computer, monitor e materiale informatico accatastati. Il blitz di ieri non è stato l’ultimo per eliminare del tutto il problema degli sbandati nella Nave: altre operazioni simili sono già state pianificate per le prossime settimane.






