Quasi cinquanta anni fa, era il 1978, Alberto Sordi ci ha scherzato su. Nell’episodio "Le vacanze intelligenti" del film “Dove vai in vacanza?”, da lui diretto e interpretato, l’artista romano prese di mira quell'edizione della Biennale di Venezia che affrontava il rapporto tra arte e natura con opere di Land art, minimaliste e di arte povera. I lavori di Menashe Kadishman, Mauro Staccioli, Richard Long diventavano così l’occasione per irriverenti situazioni comiche.
Satira a parte, alla Biennale, l’attenzione per l’ambiente e la sua tutela non è mai venuta meno. Un impegno che viene confermato anche in questa 61esima Esposizione Internazionale d’Arte, dove sono stati seguiti modelli e principi di sostenibilità ambientale nella progettazione, allestimento e realizzazione della manifestazione stessa, cercando di sensibilizzare anche il pubblico, principalmente sotto il profilo della mobilità.
Per l’edizione 2026 della Biennale, dal titolo In Minor Keys che allude ad un mondo più lento, meno consumistico e bulimico, il tema del green è centrale anche in molti padiglioni, quasi a voler tracciare una linea di proposta espositiva, tra arte e ambiente, che fa diventare il concetto del riuso e del recupero dei materiali da discarica un vero mattatore. In particolare due padiglioni, quelli della Sierra Leone e della Guinea equatoriale, per la prima volta nella Mostra, e le opere presenti, ci interrogano in profondità sulla sostenibilità dei nostri comportamenti.








