Negli ultimi anni, le Biennali si sono moltiplicate in ogni angolo del pianeta, trasformandosi da eventi esclusivi a piattaforme globali di confronto culturale. Ma che ruolo giocano davvero nei contesti locali in cui si svolgono? La terza edizione della Biennale di Helsinki, in programma dal 6 giugno al 21 settembre, prova a rispondere a questa domanda con un approccio ambizioso e necessario. Intitolata «Shelter: Below and beyond, becoming and belonging», la manifestazione non si limita a proporre arte contemporanea: diventa uno strumento di sensibilizzazione e formazione, spostando lo sguardo dall’essere umano al resto della natura, e rafforzando il legame tra arte e comunità — soprattutto tra i più giovani.
La città e le istituzioni attorno al progetto
La Biennale di Helsinki è molto più di un evento artistico: è un progetto che coinvolge l’intera città e si inserisce pienamente nella strategia urbana volta a rendere Helsinki una destinazione sempre più attrattiva per le arti, rafforzando allo stesso tempo il profilo internazionale della scena artistica finlandese. Nel 2025, la Biennale si espanderà ulteriormente: oltre all’isola di Vallisaari, che ospiterà 25 artisti, e al museo HAM Helsinki Art Museum, con 15 opere in una sezione dedicata, l’arte contemporanea è esposta anche in città, all’Esplanade Park, dove sono installate cinque installazioni d’arte pubblica, tra cui «Luce e Ombra» (2014), una scultura di Giuseppe Penone.






