Per la consulente del tribunale dell’Aquila, Simona Ceccoli, lo stile educativo dei Birmingham-Trevallion ha leso i diritti dei figli, compromettendo istruzione, socializzazione e sviluppo. Lo psichiatra Cantelmi spiega a Fanpage.it che ora “l’unica cosa che conta è riunire la famiglia”
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"Lo stile educativo di Nathan Trevallion e Catherine Birmingham ha leso i diritti dei minori garantiti dalla Costituzione". Sono le conclusioni della esperta incaricata dal tribunale per i minorenni dell'Aquila, Simona Ceccoli, nella perizia che deciderà il futuro della "famiglia nel bosco".
Si tratta del documento più importante all'interno del procedimento di sospensione della responsabilità genitoriale dei Birmingham-Trevallion sui loro tre bambini, una femmina di 8 anni e due gemelli di 7. Secondo la consulente, l'educazione impartita dalla coppia anglo-australiana ai loro piccoli all'interno del rudere nel bosco di Palmoli nel quale vivevano dal 2021 avrebbe leso il loro "diritto alla salute, all'istruzione e alla socializzazione ed ha inciso sullo sviluppo psico emotivo e cognitivo dei tre figli", cagionando una "immaturità neuropsicologica". Tra gli elementi appresi da Fanpage.it da fonti vicine al procedimento, uno dei nodi fondamentali sarebbe proprio quello della scuola con riguardo all'istruzione e soprattutto alla socializzazione. La relazione consiglia infatti l'iscrizione alla scuola pubblica per i tre bambini.









