PAVIA. Insulti, pressioni, manipolazioni, minacce e aggressioni. Fare la docente oggi significa, in molti casi, esporsi a violenze. Violenze emotive, psicologiche, fisiche. Da parte di colleghi, genitori, studenti e perfino di dirigenti scolastici. Il fenomeno, diffuso a livello nazionale, risulta particolarmente critico a Pavia: secondo un sondaggio condotto lo scorso anno dall’ufficio scolastico provinciale, quasi due insegnanti su tre hanno dichiarato di aver subito episodi di violenza, soprattutto di tipo verbale e psicologico. L’allarme riguarda tanto gli asili, quanto le scuole primarie e secondarie. Lo studio L’indagine dell’ufficio scolastico provinciale ha preso in analisi 1.017 insegnanti della provincia di Pavia, che hanno compilato in maniera anonima un questionario sulle forme e sugli autori della violenza nei loro confronti. Dalla ricerca emerge che 633 docenti (circa il 62 per cento) hanno riferito di aver subito episodi di violenza verbale, psicologica o fisica. Da chi? Secondo le vittime, i principali autori delle violenze sono i colleghi (212 segnalazioni). Seguono poi i genitori degli alunni (179), gli studenti (105) e i dirigenti scolastici (60). Le violenze verbali sono le più diffuse: un’insegnante su tre dichiara di aver ricevuto commenti denigratori, insulti diretti, diffamazioni, ma anche umiliazioni in pubblico e minacce. Perlopiù da colleghi e in qualche caso da genitori, studenti e presidi. Questi episodi avvengono soprattutto durante l’orario di lezione o in fase di colloquio coi genitori. Più della metà dei docenti, inoltre, ha segnalato il problema alla scuola, ricevendo quasi sempre supporto adeguato. C’è poi una violenza più subdola dell’offesa verbale: è quella psicologica. Un’insegnante su quattro ne è vittima, e gli autori sono nella maggior parte dei casi i colleghi. Stiamo parlando di critiche continue al proprio lavoro, commenti dannosi e manipolazioni di vario genere. Anche in questo caso è l’aula il luogo in cui si verificano più spesso questi episodi, ma diverse docenti segnalano di aver subito violenza psicologica durante le riunioni con i colleghi e in momenti al di fuori dell’orario scolastico. C’è infine il capitolo violenza fisica. L’indagine dell’ufficio scolastico ha raccolto una settantina di casi: si tratta perlopiù di spinte o strattonamenti, lancio di oggetti, ma anche (più raramente) percosse e uso di strumenti o armi improprie. In questo caso, a differenza della violenza verbale e di quella psicologica, sono gli studenti i principali responsabili. Seguono nel sondaggio i colleghi e i genitori. Quasi mai i responsabili sono i dirigenti scolastici. Gli episodi, che avvengono perlopiù durante le lezioni, vengono segnalati alla scuola nella stragrande maggioranza dei casi. «Non sono fatti isolati» L’indagine dell’ufficio scolastico ha permesso di portare a galla un fenomeno sempre più diffuso a livello nazionale. E la provincia di Pavia non fa eccezione. «Gli episodi di violenza verbale e psicologica rilevati non possono essere considerati semplici criticità relazionali o fatti isolati – spiega Yuri Coppi, direttore dell’ufficio scolastico territoriale – La loro “emersione” deve far riflettere l’intera comunità scolastica e conferma la necessità di rafforzare una cultura del rispetto reciproco, della corresponsabilità educativa e della tutela delle persone che operano nella scuola». Missione delle scuole è dunque «pensare ad azioni concrete di prevenzione, ascolto e supporto» per garantire «il benessere di chi educa».
In classe come in prima linea. Insulti e violenze a due prof su tre
Uno studio dell’ufficio scolastico fotografa il fenomeno negli istituti pavesi. Il direttore Coppi: «Non sono semplici criticità relazionali o fatti isolati»









