Alla fine deve essersi rassegnato anche Francesco Comi, il grande consigliere di Chantal Bomprezzi, l’uomo che stando nell’ombra non è mai riuscito a far brillare di luce propria l’ormai ex segretaria del Pd Marche. "Dimettiti", le avrebbe detto dopo la sconfitta nel ballottaggio a Macerata, dove la vittoria aveva le probabilità di un miracolo e i contorni di una chimera. La disfatta alle ultime comunali è stata persino peggiore di quella alle regionali dell’anno scorso, peraltro con un caso emblematico, Senigallia, dove Bomprezzi ha giocato tutte le sue carte e ha perso rovinosamente: la sconfitta di suo marito, Dario Romano, in un comune che il centrosinistra poteva riportare a casa è stata il definitivo colpo da ko per una segreteria nata nel segno del rinnovamento e della svolta femminile. Era il gennaio del 2023 quando Bomprezzi sfidò ed ebbe la meglio su Michela Bellomaria, che ieri commentava laconica sui social: "#finalmente". Una di quelle svolte femminili che hanno un peccato originale: sono guidate dagli uomini. Comi, dicevamo, ha tenuto in sella Bomprezzi, difendendola con ogni strumento appreso nella sua longeva carriera da uomo di retrobottega, architetto di alleanze, alchimista di maggioranze variabili.
Voto, tsunami nel Pd. Bomprezzi si dimette, ipotesi commissario. Il rebus delle Politiche
La segretaria regionale dem lascia dopo la sconfitta anche a Macerata. Partito in subbuglio, entro trenta giorni va convocata l’assemblea. E sullo sfondo c’è la sfida delle candidature per le elezioni del 2027 .












