"Ho deciso di dimettermi perché il progetto che portavo avanti come segretaria regionale è stato distrutto con un blitz nell’assemblea regionale". Più che piatti rotti sono granate, nel Pd delle Marche è guerra e l’ormai ex segretaria Chantal Bomprezzi infila l’elmetto e scende in trincea dopo giorni di bordate. Per lei, la madre di tutte le sventure fu l’assemblea del 28 giugno 2025, in cui si approvarono le candidature per le elezioni regionali, poi perse male. "Quel giorno rimasi sola a difendere il partito e la giustizia di una comunità di fronte a prepotenza e interessi politici, personali e soprattutto economici dei singoli – si sfoga sui social –. In questi mesi la mia reputazione è stata presa a picconate: prima ero quella che si è fatta le regole da sola per essere eletta in Consiglio regionale, poi quella rimasta attaccata alla poltrona, poi ancora quella che ha blindato la candidatura del marito (Dario Romano, candidato a sindaco di Senigallia, sconfitto, ndr). Ebbene, quando è troppo è troppo". Bomprezzi lancia un appello "a militanti e dirigenti per bene: siete la maggioranza, ribellatevi alle poche mele marce che continuano a fare danni e a renderci uno dei partiti regionali più litigiosi dell’Italia. Non vi fate usare e non abbiate paura".