Con i ballottaggi alle amministrative si è archiviata la stagione elettorale del 2026. E l’orizzonte a cui guarda la politica ora è il 2027. Anno delle elezioni politiche. Anche se non se ne conosce ancora il quando e il come: legge elettorale e data del voto sono elementi di dibattito. Anno delle amministrative nelle principali città italiane: Roma, Milano, Napoli, Torino e Bologna. Tutte città amministrate dal centrosinistra. Le due partite sono destinate necessariamente a intrecciarsi. Nelle scelte delle coalizioni e non solo.
Le politiche In molti, già ieri, nell’analizzare i risultati, guardano alle sfide che arriveranno. A partire dal sindaco di Benevento Clemente Mastella che legge così lo scenario in vista delle prossime politiche: «Il secondo turno delle amministrative, concluso con un sostanziale pareggio tra i due poli, ha confermato che l'equilibrio delle forze in campo è il dato algebrico e politico con cui tutti devono fare i conti in vista delle Politiche del 2027. Da ciò si ricava facilmente che la costruzione di un centro coeso e competitivo, non frammentato e scevro da egoismi e personalismi, è decisivo per decidere le sorti delle prossime elezioni. Senza la forza mite del centro, non c'è possibilità di vittoria per nessuno e con qualsiasi legge elettorale». Il numero uno di Noi di Centro fa l’esempio di Cardito: «Si è confermata la legge secondo cui senza centro, la sinistra perde. Lì come NdC abbiamo eletto il sindaco, battendo le sinistre e il Pd. Dove si produce uno sforzo unitario intelligente e maturo, si vince». Un dibattito nel quale si inserisce anche Enzo Maraio, segretario di Avanti-Psi e assessore regionale nella Giunta Fico: «Dalla Campania parte un segnale nazionale. Il centrosinistra che si allarga, sul modello della Regione, a tutte le sensibilità è vincente. Noi lavoriamo per costruire uno spazio riformista, modernizzatore, che parli a giovani e famiglie, alle partite iva ed imprese. Ancorato alla cultura politica ed aperto al civismo». E pure da Casa riformista il coordinatore regionale Armando Cesaro sottolinea: «Il centro va coinvolto sempre di più perché anche in questa tornata amministrativa si è dimostrato indispensabile». E rivendica: «I dati dimostrano che siamo il terzo partito del campo largo nell’area metropolitana». Insomma, il messaggio dell’area centrista a Pd e Movimento 5 Stelle è chiaro: la vittoria alle prossime politiche passa per l’area riformista. D’altro canto, però, proprio nell’area metropolitana di Napoli il centrosinistra ha portato a casa risultati importanti, con la conferma di molti Comuni già amministrati e la conquista di alcuni fortini del centrodestra a partire da Casalnuovo. Tanto che il segretario metropolitano del Pd Francesco Dinacci esulta: «Da Napoli parte un fortissimo segnale di forza del Pd e dell’alleanza progressista che consente di guardare con grande fiducia ai prossimi appuntamenti elettorali». Le comunali Dall’altro lato della barricata, il centrodestra campano prova a ripartire dalle vittorie salernitane di Cava ‘de Tirreni e Angri. E inizia a ragionare anche sulle prossime elezioni amministrative. A Napoli c’è da scegliere il candidato che sfiderà Gaetano Manfredi. Partita molto difficile. Lo ammette anche il responsabile organizzazione di Fratelli d’Italia Giovanni Donzelli: «Le prossime amministrative non saranno semplici per il centrodestra. Si voterà in grandi città come Bologna, Milano, Napoli e altre realtà che storicamente non sono tendenzialmente favorevoli al centrodestra. Ma non per questo ci si deve scoraggiare. Bisogna fin da subito lavorare per trovare i candidati giusti e provare a vincere ovunque». Consiglio regionale Intanto va registrata una novità in consiglio regionale. Ieri il gruppo deluchiano «A testa alta» ha cambiato il suo capogruppo. A guidare la compagine sarà l’ex presidente del consiglio regionale Gennaro Oliviero che andrà a sostituire Giovanni Porcelli, già questore. In realtà Oliviero sarebbe dovuto diventare capogruppo sin dall’inizio ma nel corso della composizione delle commissioni ci fu una lite interna ai deluchiani che portò allo strappo con l’esponente Casertano. L’acqua è passata e la lite si è evidentemente ricomposta.













