Roma, 8 giugno 2026 – Il dato politico racconta un sostanziale equilibrio tra i due schieramenti. Quello elettorale, invece, fotografa una crescente distanza tra cittadini e urne. I ballottaggi amministrativi che hanno interessato 42 Comuni italiani, tra cui sei capoluoghi di provincia, consegnano una mappa divisa quasi a metà tra centrodestra e centrosinistra, ma soprattutto registrano una significativa frenata della partecipazione. Alle urne si è recato il 52% degli aventi diritto, oltre otto punti percentuali in meno rispetto al primo turno. Un calo diffuso che assume contorni particolarmente marcati ad Agrigento, dove l'affluenza ha perso addirittura 18 punti. In controtendenza la Sardegna, impegnata nel primo turno in 148 Comuni, dove la partecipazione si è mantenuta sopra il 60%. Sul piano politico il centrodestra può rivendicare la conquista di Lecco, strappata al centrosinistra, e le conferme ad Arezzo e Macerata. Il centrosinistra risponde con la vittoria ad Agrigento, sottratta agli avversari, e con le conferme di Chieti e Trani.
Meloni e Schlein rivendicano entrambi risultati positivi
La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, legge il risultato come una conferma della tenuta della coalizione di governo. “I risultati confermano ancora una volta la forza del centrodestra, la solidità della coalizione e il suo radicamento nei territori”, ha dichiarato la premier, rivolgendo gli auguri di buon lavoro a tutti i sindaci eletti. Dal Partito Democratico arriva però una lettura differente. “Vedo che Giorgia Meloni continua ad avere problemi con la calcolatrice - ha commentato la segretaria Elly Schlein. "Su 18 capoluoghi al voto, tra primo turno e ballottaggi, al centrosinistra vanno 8 sindaci e al centrodestra 6 sindaci. Al di là della propaganda di Meloni e Salvini, anche in questa tornata elettorale i numeri fotografano una chiara affermazione dell’alleanza progressista, con il PD primo partito in gran parte del Paese".











