"Ehh... però è una situazione...critica!". È quanto afferma l'ex aggiunto della Corte dei Conti, Tommaso Miele in una intercettazione ambientale citata nelle carte della procura di Roma in cui si procede anche per corruzione nell'indagine sul Ponte dello Stretto. Per i pm la conversazione "lascia intendere all'interlocutore di avere visionato la documentazione della istruttoria relativa al progetto Ponte".
Miele avrebbe definito la situazione "in salita", pur non ritenendosi preoccupato dall'ultimo rigetto della Corte del 17 novembre, considerato "logica conseguenza del rigetto del 29 ottobre", aggiungendo: "il problema da risolvere è sempre quello...cioè, non cambia una virgola, però se ci scriviamo, ci parliamo, ci vediamo". Gli inquirenti riportano anche il riferimento a un report riservato predisposto sulla vicenda da consegnare ai privati coinvolti: "l'importante che tu dai comunque il report.... che io sto sul pezzo... noi stiamo sul pezzo".
Dagli atti emerge il rapporto tra Miele e l'imprenditore Vincenzo Virgiglio, anch'egli indagato. Secondo l'accusa, il magistrato si sarebbe rivolto all'imprenditore anche per individuare architetti di fiducia per lavori nelle abitazioni dei figli. Sempre secondo l'accusa Miele, prossimo al pensionamento avvenuto nel febbraio 2026, era interessato a ottenere "cariche apicali in organismi di diritto pubblico successivamente al pensionamento". In un'altra conversazione Miele avrebbe parlato delle proprie prospettive future: "quando andrò in pensione ora l'anno nuovo, io dovrei fare il Presidente di non so che ancora... però mi hanno chiesto la disponibilità... io ho sparato alto...c'ho l'imbarazzo della scelta e ti dico la verità... se gli arriva un bell'endorsment... certo che va bene".










