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Tommaso Miele, magistrato contabile in quiescenza dal febbraio 2026 ed ex presidente aggiunto della Corte dei Conti, risulta oggi indagato dalla procura di Roma nell'ambito dell'inchiesta sul progetto del Ponte sullo Stretto di Messina. Secondo quanto reso noto dagli inquirenti, le ipotesi di reato contestate riguardano presunti episodi di corruzione e rivelazione di segreto d'ufficio. Le accuse sono attualmente al vaglio dell'autorità giudiziaria e dovranno essere verificate nel corso delle indagini.Una lunga carriera nella magistratura contabile

Miele è stato per anni una delle figure più rilevanti della magistratura contabile italiana. Entrato nella Corte dei Conti oltre trent'anni fa, ha ricoperto numerosi incarichi sia nelle funzioni giurisdizionali sia in quelle di controllo. Nel 2016 è stato nominato presidente della Sezione giurisdizionale regionale della Corte dei Conti per l'Abruzzo. In precedenza aveva svolto attività di controllo su enti pubblici ed era stato magistrato delegato al controllo sulla gestione finanziaria di Eur Spa.

Successivamente ha assunto la guida della Corte dei Conti del Lazio, diventando uno dei principali riferimenti dell'istituto nella regione. Nel 2022 è stato nominato presidente aggiunto della Corte dei Conti, incarico confermato anche dal Consiglio di Stato a seguito di un contenzioso amministrativo. Tra gli incarichi ricoperti figura anche quello di presidente del collegio dei revisori dei conti dell'Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale, ateneo presso il quale era inoltre professore a contratto.Il caso dei bilanci dell'Università di Cassino