Per il giudice era stato deliberato da marzo un compenso annuo di 27mila euro
Dalle carte sull'inchiesta sul Ponte sullo Stretto emergono ogni giorno nuovi particolari, ma il riflesso dell'indagine comincia a farsi sentire.
Oggi, giovedì 11, a far notizia è infatti l'ex presidente aggiunto della Corte dei conti Tommaso Miele, indagato per corruzione nell'ambito dell'inchiesta. Miele ha infatti rassegnato le proprie dimissioni dall'incarico di presidente del Collegio dei revisori dei conti del Csm.
Le dimissioni sono trapelate da fonti del Csm. In magistratura contabile dal 1986, Miele, che a febbraio era andato in pensione dalla Corte dei conti, aveva assunto l'incarico per il quadriennio 2025-2028. Inizialmente senza compenso, una volta andato in pensione Miele percepiva un compenso lordo di 27.000 euro l'anno, deliberato dal plenum a partire da marzo 2026.
La carriera di Tommaso Miele










