L’inchiesta della Procura di Roma su presunte irregolarità nell’iter di approvazione del progetto scuote il panorama politico. M5S e PD denunciano opacità e forzature, invocando un immediato passaggio parlamentare dell'esecutivo per spiegare cosa stia accadendo attorno alla grande opera

I deputati calabresi del Movimento Cinque Stelle, Anna Laura Orrico, Vittoria Baldino e Riccardo Tucci, hanno espresso profonda preoccupazione per le notizie emerse dalle indagini, sottolineando come la vicenda stia assumendo contorni sempre più preoccupanti.“L’ipotesi di corruzione e rivelazione di segreto d’ufficio ipotizzate dalla Procura di Roma riguardo il presunto illegittimo interessamento che alcuni soggetti avrebbero avanzato affinché la Corte dei Conti approvasse il progetto definitivo per la realizzazione del Ponte sullo Stretto ci restituisce un quadro desolante – dicono i parlamentari pentastellati -. Ovviamente non spetta a noi individuare condotte rilevanti dal punto di vista giudiziario, tuttavia, l’inchiesta racconta che per la realizzazione dell’opera c’è chi sarebbe stato disposto a passi falsi pur di vederla nascere”.Gli esponenti del M5S pongono l’accento sulla gestione politica dell’opera, definendola un progetto che dovrebbe essere fermato. “Un progetto bocciato da organismi europei, nazionali e dalla Corte dei conti, il cui iter è macchiato da questi presupposti, dovrebbe essere bloccato anziché portato avanti con questo furore ideologico da parte del governo nazionale e da quelli locali delle regioni interessate – sottolineano -. Nel frattempo stiamo assistendo ad un balletto di nomine politiche nella società concessionaria del Ponte e dunque ad uno sperpero di danaro pubblico, così come denunciato dal M5s in una interrogazione parlamentare poche settimane addietro, in attesa della terza posa della prima pietra di un’opera che probabilmente non vedrà mai la luce. Le stesse risorse che potrebbero essere impiegate a favore degli italiani contro il carovita e i prezzi alle stelle dell’energia”.