In Libano l'Idf continua a sparare. Israele accusa Hezbollah di aver violato il cessate il fuoco: prima ha chiesto l'evacuazione della città di Tiro, al sud del Libano, e poi l'ha bombardata. Sono stati inclusi anche la zona cristiana e i campi profughi. A comunicarlo è stato il portavoce arabofono dell'Idf Avichay Adraee su X. Il messaggio è stato: "Alla luce della violazione da parte del partito terroristico Hezbollah dell'accordo di cessate il fuoco e del targeting del fronte interno israeliano, le Forze di Difesa sono costrette a operare contro di esso con forza. Le Forze di Difesa israeliane non intendono danneggiarvi".

Al Jazeera Arabic riporta che i droni israeliani hanno colpito Tiro, ma anche le città di Nabatieh, Kfarsir, Al-Abbasiya e Al-Ramadiya. Dalle prime indiscrezioni dopo gli attacchi si contano almeno 8 vittime. I bombardamenti sono stati almeno due: il primo ha colpito il complesso dell’Imam Hussein, completamente distrutto; il secondo un edificio nel quartiere di Hezbollah. L'obiettivo delle operazioni era colpire infrastrutture di Hezbollah.

Già nelle scorse settimane c'erano state rimostranze al premier israeliano Benjamin Netanyahu per gli attacchi contro il Libano anche da parte di Donald Trump. Il presidente Usa aveva definito il primo ministro di Israele un "pazzo" in una telefonata privata tra i due, sostenendo che per colpa sua tutti odiano gli israeliani. I toni si erano calmati subito dopo, con lo stesso Trump a specificare in un'intervista di trovarsi bene nel lavorare insieme a Netanyahu.