Almeno nove persone sono state uccise in due attacchi aerei israeliani nella parte meridionale del Libano. Lo hanno comunicato l’esercito e l’agenzia di stampa libanese, specificando che tra loro ci sono anche tre militari. Solo due giorni fa Israele e Libano avevano rinnovato il già fragile accordo per il cessate il fuoco entrato in vigore lo scorso 16 aprile, ma che non include il gruppo militare e politico Hezbollah, che è il principale obiettivo di Israele in territorio libanese, e non risponde al governo locale. Nonostante i precedenti accordi e il loro rinnovo, fin da subito ambo le parti avevano continuato ad attaccarsi.
L’esercito libanese ha detto che un mezzo è stato colpito da un attacco aereo lungo la strada che collega le città di Nabatieh e Marjayoun, una zona di frequenti attacchi reciproci tra l’esercito israeliano e Hezbollah, uccidendo un generale di brigata, un capitano e un soldato. L’esercito israeliano ha confermato di aver colpito un veicolo, e ha detto che sta indagando sull’accaduto: una dichiarazione di circostanza, a cui molto di rado seguono conseguenze significative. In un altro attacco aereo sulla città di Saksakieh, una ventina di chilometri più a ovest, sono state uccise sei persone e ne sono state ferite quattro.













