Nuova escalation tra Israele e Hezbollah lungo il fronte libanese. L’Idf annuncia attacchi contro infrastrutture del movimento sciita nel sud del Paese. Colpita Tiro, dove i media locali riferiscono di vittime. Il giorno prima un drone aveva ucciso una soldatessa israeliana nel nord di Israele. Gli attacchi arrivano dopo l’ordine di evacuazione diffuso ieri dalle Forze di difesa israeliane, che avevano esortato i residenti a spostarsi a nord del fiume Zahrani, annunciando che avrebbero agito “con estrema forza” contro quelle che definiscono ripetute violazioni del cessate il fuoco da parte del movimento sciita libanese.ù
I raid su Tiro Secondo l’agenzia statale libanese Nna, questa mattina due serie di raid hanno colpito Tiro e un’area a est della città. Uno degli attacchi avrebbe provocato un incendio in un edificio, mentre video circolati sui social mostrano persone coperte di polvere radunate nei pressi di palazzi crollati. L’Orient-Le Jour riferisce che un bombardamento ha distrutto il complesso dell’Imam Hussein, mentre un secondo raid contro un edificio nel quartiere di Hlballah avrebbe causato vittime. La nuova offensiva israeliana si inserisce in un quadro di crescente deterioramento della tregua entrata in vigore ad aprile. L’ordine di evacuazione verso nord del fiume Zahrani è il più esteso dall’inizio del cessate il fuoco e interessa una vasta porzione del Libano meridionale, trasformata di fatto da Israele in zona di combattimento.A innescare l’ultima fase dell’escalation è stato anche l’attacco con droni rivendicato da Hezbollah nel nord di Israele, vicino al confine libanese. Secondo l’Idf, una soldatessa israeliana, la sergente Rotem Yanai, 20 anni, è rimasta uccisa e due riservisti sono stati feriti. In base a una prima ricostruzione militare, due droni esplosivi lanciati dal Libano sarebbero caduti in un’area militare di confine: uno avrebbe colpito la soldatessa mentre correva verso un rifugio, l’altro avrebbe ferito i due riservisti, uno dei quali in modo grave. Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha annunciato un ampliamento delle operazioni di terra nel Libano meridionale, sostenendo che l’obiettivo è impedire nuovi attacchi contro le comunità del nord di Israele. Hezbollah, dal canto suo, continua ad accusare Israele di violare la tregua con bombardamenti e incursioni sul territorio libanese. Il botta e risposta tra droni e raid aerei conferma la fragilità del cessate il fuoco e alimenta il timore di una nuova espansione del conflitto sul fronte libanese, già segnato da settimane di bombardamenti, sfollamenti e vittime civili.Dodici morti, anche bambini Almeno undici persone sono state uccise e cinque sono rimaste ferite in una nuova serie di raid israeliani nel sud del Libano, tra Sidone, Zahrani e Tiro. Lo riferisce l'agenzia nazionale libanese Nna, secondo cui tra le vittime ci sono anche bambini. Il bilancio più grave è stato registrato lungo l'autostrada di Adlun, nella zona di Nabi Sari, nel distretto di Zahrani, dove un drone israeliano ha colpito all'alba una famiglia civile che stava cercando di allontanarsi dai villaggi minacciati. Nell'attacco sono state uccise sei persone, tra cui bambini. Nell'attacco di Zahrani è stato anche ucciso un soldato libanese.














