Con l’arrivo di giugno arriva anche per gli studenti la tanto attesa fine della scuola. Per le madri e i padri, tuttavia, segna anche l’inizio di una stagione complessa in cui, crollata l’impalcatura della routine invernale, i figli si ritrovano con un immenso tempo vuoto. E, quando la noia bussa, per gli adolescenti, il primo strumento a venire in aiuto, è lo smartphone. Per orientarsi meglio in questa transizione, lo psicologo e psicoterapeuta Luca Mazzucchelli, in collaborazione con Meta, ha tracciato una guida per trasformare i mesi caldi anche in un’opportunità di crescita.
Fine scuola e social: la micro-routine che salva le vacanze
«Per evitare che l’estate scivoli via in una maratona di notifiche, la soluzione non sono i divieti drastici. È importante, invece – spiega Mazzuchelli – creare piccole zone franche offline valide per tutta la famiglia come, per esempio, cucinare insieme senza schermi nei paraggi, bandire i telefoni a tavola o lasciarli fuori dalla camera da letto la notte». Si tratta, infatti, di confini semplici che però proteggono il tempo della relazione, restituendo valore ai momenti di condivisione reale.
Il peso dello specchio adulto
In questo scenario, il peso dell’esempio adulto è totale. I ragazzi osservano i comportamenti molto più di quanto ascoltino i rimproveri: chiedere a un figlio di staccarsi dai social mentre noi controlliamo le e-mail sotto l’ombrellone, svuota di significato ogni regola. Il contributo di Meta in questo senso, è stata l’introduzione della funzione “Non disturbare” come impostazione iniziale predefinita, che silenzia i profili dei minorenni dalle 22 alle 7.












