L’estate può diventare un momento delicato per le famiglie separate, tra calendari da concordare, vacanze da organizzare e timori legati al tempo trascorso con i figli. La psicoterapeuta Martina Cussino spiega come evitare che i bambini si sentano responsabili delle scelte degli adulti e perché la cogenitorialità resta il vero punto di equilibrio
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Elisa Stefanati, psicoterapeuta. A cura di L.Salonia
Per molti genitori l’estate rappresenta una pausa dalla routine. Date da concordare, turni di lavoro da gestire, vacanze da programmare. Per le famiglie separate, invece, può trasformarsi in un delicato banco di prova della cogenitorialità. Dietro l’organizzazione delle settimane estive si nascondono spesso emozioni intense: il timore di perdere tempo prezioso con i figli, la paura di essere messi da parte, il desiderio di recuperare quello che la separazione ha inevitabilmente modificato. Chi terrà i bambini ad agosto? Come dividere le vacanze? È giusto che trascorrano più tempo con un genitore rispetto all’altro? E soprattutto: come proteggere i figli dal rischio di diventare, loro malgrado, il terreno su cui si giocano tensioni e questioni ancora aperte? Lo abbiamo chiesto alla Dottoressa Martina Cussino, psicoterapeuta, dottore di ricerca in psicologia clinica, facilitator e supervisore EMDR e collaboratrice del CRSP (Centro Ricerche Studi in Psicotraumatologia).














