Due settimane al mare, a giocare e scherzare con i coetanei in spiaggia. Per i piccoli ospiti della “Casa dei bimbi”, gestita dalla Fondazione L’albero della vita ETS che da vent’anni segue minori e famiglie in difficoltà, ogni anno la vacanza è una scommessa. Si tratta di trovare i finanziamenti (parecchi), organizzare un piccolo trasloco, sempre nella stessa casa sulla riviera romagnola, e mettere in piedi tutte le attività quotidiane di una decina di bambini da zero a sei anni, affidati alla comunità.
«Ci teniamo tantissimo a offrire questa opportunità che altrimenti non avrebbero, ci impegniamo sempre al massimo per riuscirci» spiega Claudia Angiulli, referente Sviluppo Milano.«Molti di loro non hanno mai visto il mare». Finora, la scommessa è stata sempre vinta (si può contribuire alla raccolta fondi).
In Italia i minori che vivono fuori famiglia per almeno cinque notti a settimana,in affidamento o accolti nei servizi residenziali, sono 30.936, senza contare i minori stranieri non accompagnati (dati del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali). Il numero è abbastanza stabile negli anni e, tra loro, l’85 per cento ha più di sei anni. Di questi 30mila bambini si parla solo per qualche eclatante caso di cronaca, in genere divisivo. Poi, scende il silenzio. Ma chi sono, e perché vengono allontanati dai genitori?






