HomeLa SpeziaCronacaLa guerra dei chioschi. Gli ex gestori rilanciano: "Noi ci abbiamo rimesso"I sei imprenditori spezzini sono decisi a presentare una richiesta di risarcimento "La decadenza dell’autorizzazione non è colpa nostra. Siamo stati lasciati soli".Nel luglio del 2023 è stata celebrata la riconsegna alla città dei primi 5000 metri quadrati di Calata PaitaRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguici"La decadenza della concessione non è avvenuta per colpa nostra. Tra di noi, c’è chi deve ancora recuperare anche 35mila euro. Noi ci abbiamo rimesso, questa è l’unica verità". Si dicono decisi a portare avanti la loro battaglia, anche a costo di andare in tribunale: sono gli ex gestori dei sei chioschi di Calata Paita che avevano iniziato a operare sin dagli albori di “Groove Waterfront”, salvo poi mollare tutto a seguito delle forti divergenze con il consorzio titolare della concessione demaniale dell’area. Sei gli imprenditori che a distanza di oltre un anno, tornano a reclamare presunte spettanze.

"Siamo stanchi di ricostruzioni non veritiere: la decadenza della concessione demaniale non è riconducibile a condotte imputabili ai chioschi o alla loro gestione – dicono –. Le criticità con il Porto risalgono addirittura all’autunno del 2024: già all’epoca un funzionario dell’Autorità portuale aveva informato i titolari dei chioschi che non potevano esercitare nell’area di Calata Paita, perchè mancava della documentazione, e inoltre a quel tempo non sarebbe stata pagata la fideiussione come richiesto dall’Ap. Di questa situazione – rilanciano gli imprenditori – erano state informate anche le istituzioni, le associazioni di categoria, gli uffici comunali, i nostri commercialisti e anche i nostri avvocati. La responsabilità della decadenza dalla concessione demaniale non è affatto imputabile ai chioschi". Sono poi gli stessi ex gestori dei sei chioschi di Calata Paita – imprenditori che in città detengono altre attività – a spiegare il funzionamento dell’area dal punto di vista imprenditoriale.