Il chiosco di passeggiata Morin attende l’avvento del nuovo gestoreRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciIn principio fu proprio Calata Paita, anche se per motivi diversi. Poi è stata la volta degli ormeggi e delle relative strutture di Pagliari, del chiosco della zona di levante di passeggiata Morin, e dei porticcioli delle Grazie e del Fezzano. Una guerra a colpi di carte bollate, quella che si sta avviluppando attorno alle concessioni demaniali marittime gestite dall’Autorità di sistema portuale del Mar Ligure orientale. La naturale scadenza delle concessioni ha portato l’ente portuale a rimettere a gara pubblica le aree. E tante realtà produttive, interessate alle aree, stanno tentando di contenderle ai concessionari uscenti. Come alle Grazie e a Fezzano, dove un privato prova a prendere la concessione dei porticcioli oggi gestiti dalla Porto Venere Sviluppo. E come accaduto sulla Passeggiata Morin, dove lo storico Piccolo Faro è passato di mano dopo la gara bandita dall’Authority, che ha visto ben sei imprese interessate a quelle aree. Proprio ieri, sia il Consiglio di Stato sia il Tar hanno messo un punto deciso alla vicenda, con altrettante ordinanze in cui si rigetta la richiesta del concessionario uscente di congelare non solo gli atti di gara, ma anche l’ordine di sgombero. "Nel bilanciamento dei contrapposti interessi, occorre accordare prevalente tutela al risultato della gara, atteso che la società ricorrente era a conoscenza della durata limitata della concessione rilasciata, dell’obbligo di sgombero alla scadenza e del fatto che la sua istanza di rinnovo sarebbe stata pubblicata per la raccolta di eventuali istanze concorrenti" scrivono i giudici del Consiglio di stato nel rigettare l’appello cautelare della “Piccolo Faro 2000“.
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